Diario della Riforma Forense

Autore: Consiglio Nazionale Forense
Editore: Antezza
Categoria: Diritto

Dopo tanti tentativi andati a vuoto, progetti, speranze e delusioni, il testo della riforma forense, il cui iter legislativo si è avviato nel maggio 2008, è andato in porto il 21 dicembre 2012. Sono stati quattro anni e mezzo di passione: ciò che emerge dal “Diario della riforma forense” - peraltro compilato solo negli ultimi mesi anteriori al voto finale - è, per così dire, la punta dell’iceberg di un travaglio politico, istituzionale, professionale, prontamente riflesso dai mass media in tutte le sue fasi, con tutti i suoi colpi di scena, i suoi progressi e i suoi regressi. L’evento era atteso da anni, a decorrere dalla nuova vicenda costituzionale italiana del dopoguerra, e poi dai progetti degli anni Sessanta e Settanta, sempre con esito fallimentare. Se non si trattasse di una vicenda che interessa più di 230.000 avvocati, e in generale i cittadini e le categorie che con l’ Avvocatura condividono un ruolo attivo nel sistema di amministrazione della giustizia, e poi ovviamente coloro che cooperano o lavorano nei loro studi, i tirocinanti e gli studenti che aspirano ad acquisire il titolo di abilitazione, si potrebbe ritenere che questo provvedimento è semplicemente uno dei tanti che il Parlamento ha varato negli ultimi anni. E tuttavia l’attenzione che ha suscitato, le polemiche che ha sollevato, le prese di posizione, spesso pretestuose, infondate, o addirittura distorsive, che ha fatto emergere, è la prova conclamata della rilevanza sociale dell’ Avvocatura, del ruolo costitutivo dell’ Avvocatura nello stato di diritto, dell’immagine dell’Avvocatura percepita da parte dell’opinione pubblica.